Recensione “La danza dei fiori secchi” di Carmen Salis

Bentornati giornalini miei, spero abbiate passato una bella estate.
Ripartiamo alla grande con l’ultimo romanzo di Carmen Salis, un’autrice davvero inestimabile che con questo nuovo libro ci racconta la storia di tre donne, una storia di immenso dolore ma anche d’amore e protezione. 

Le storie sono di chi le scrive finché qualcuno non le legge. Da quel momento in poi diventano vere, anche se sono inventate. Nella realtà nessun personaggio esiste: non esiste Silvia, non esiste Anna, non esiste Bibi; di vero c’è solo l’amore di una bambina per la propria madre, incondizionato, puro e non giudicante.

La danza dei fiori secchi
Carmen Salis
Amicolibro
Pagine: 102
Prezzo cartaceo: 12,00 €
Prezzo ebook: 3,11 €


41PtHcktVkL._SX350_BO1,204,203,200_

La perfezione che regna nel mio piccolo giardino mi illude di aver sistemato, forse, ogni ritaglio indesiderato del mio passato.
Il vento che sfiora senza spettinare le mie rose, la biancheria stesa, che danza senza opporsi ad ogni spinta lieve che la costringe a spostarsi seguendo i movimenti che questi le impone, quel sole pallido che comunque regna ovunque e accarezza ogni foglia, ogni lembo di terra.
Un giorno forse la mia vita sarà perfetta.
Perfetta come il fiore del cappero, che cresce ovunque, senza paura e senza esser desiderato.

Ne La danza dei fiori secchi, ancora una volta, Carmen suscita emozioni, magistralmente. Attraverso un susseguirsi di flashback proietta al lettore immagini, colori, odori e forti sensazioni raccontando tre generazioni, una nonna, una figlia e una nipotina. La vita di queste tre donne è segnata da dolore e tanta tristezza, ma allo stesso tempo piena d’amore e protezione a qualsiasi costo. L’amore come pilastro principale, una medaglia dalle facce ben distinte. La bambina cresce amata e non percepisce il peso del malessere che regna nella sua famiglia. Un’inquietudine che potrebbe far parte della vita di ciascuno di noi, una realtà molto radicata nella società, forse in forme diverse, ma sempre molto presente. Carmen conferma di riuscire a narrare storie sociali di estremo rilievo, sottolineando i pregiudizi e le ingiustizie, senza temere di scoprire punti dolenti che le persone tendono a non voler vedere, perché forse è più semplice ignorare che soffermarsi a pensare.


L’autrice


pia1Nasco a Cagliari il 18 settembre del 1963.  Sono una bambina riservata e silenziosa. Amo scrivere. La prima storia lunga la scrivo in terza elementare. Poi mi fermo e riprendo a scrivere (solo poesie) a 12/13 anni. Vorrei frequentare il liceo classico ma i miei mi impongono una scuola professionale. Allora ripiego su di una scuola che mi ispira perché si studiano fotografia e grafica. Mi diplomo quindi come fotolitografa e trovo lavoro presso una litotipografia dove resto per circa dodici anni a dirigere il reparto grafico e la camera oscura. Mentre studio mi preoccupo anche di lavorare e ho la fortuna di poterlo fare in radio. Lavoro per circa un anno presso una radio libera occupandomi della messa in onda e di tutto il resto. Continuo a scrivere e incomincio a partecipare a qualche concorso letterario ma senza successo.
La mia curiosità mi porta sempre ad imparare cose nuove e quindi frequento un corso per costumista. Decido anche di regalarmi una bella macchina fotografica e riprendo a scattare saltuariamente. Mi sposo, lascio il lavoro perché decido di diventare mamma, ma nel frattempo insegno costumistica in due corsi regionali. Riprendo a scrivere con più impegno. Vinco qualche concorso. Divento mamma per la terza volta. Decido di riprendermi il sogno di diventare giornalista e mi impegno a collaborare assiduamente con un giornale locale. Ho la fortuna di incontrare un editore che decide di pubblicare un mio primo lavoro ”Ex eros”, poi nasce il secondo ”Cose da condominio” poi il terzo ”Colloqui invisibili” e poi mi chiede di collaborare con lui. Nel frattempo divento giornalista pubblicista. Mi butto in un lavoro nuovo ma che mi piace da morire. Leggere e poter parlare di libri mi affascina e mi completa. Nasce il quarto libro, che è la mia prima raccolta di poesie accompagnate dalla fotografia “Ti regalo il mio cuore” e poi il quinto “Senso Essenze di donna”, poi il sesto “I racconti di Carmé”, dopo di che nasce la casa editrice “Amicolibro”.
Oggi lo scrivere, il fotografare e  il cantare mi danno respiro; penso di non saper fare niente bene, perché spero di poter sempre imparare il meglio. Sono curiosa, affamata di immagini e di pensieri. Con la poesia cerco di cantare i movimenti dell’anima. Con le foto quelli del cuore. Con i racconti gioco ed esprimo quello che vedo e che non mi piace. Con i libri degli autori che ho la fortuna di accompagnare nel loro cammino mi nutro e respiro cose nuove. Non riesco ad oziare. Mi piacciono i gatti perché sono irraggiungibili. Amo tutta la musica al momento giusto. Detesto l’ipocrisia, la presunzione e la finta umiltà. Vorrei essere eterna perché mi piace vivere.


Recensione


Io credo di essermi innamorata di Carmen a prima vista, qualche anno fa.
Conoscevo già le sue opere e i suoi lavori e questo aveva accresciuto una certa stima nei suoi confronti.
Ma quando l’ho incontrata sono rimasta senza parole.
Una donna da cui traspare tutta la sua fierezza, la sua forza e la sua bellezza.
Rimasi incantata e capii di avere davanti a me il modello perfetto di tutto ciò che avrei voluto essere.
Questo a lei non sono mai riuscita a dirlo, per questo ci tenevo a iniziare questa recensione con un pensiero dedicato alla persona meravigliosa che è.
Quando ho saputo che sarebbe uscito La danza dei fiori secchi, sapevo che avrei voluto leggerlo assolutamente.
Quello che non sapevo era che mi avrebbe sconvolto tanto, che mi avrebbe fatto piangere (tanto), che mi avrebbe fatto sentire profumi che nemmeno immaginavo, vedere luoghi che non conoscevo, provare sentimenti sconosciuti.
Come può un libro fare tutto ciò? Solo attraverso le parole scritte all’interno di esso?
Sono entrata in questa storia, vivendola sulla mia pelle.
Mi capita sempre di vedere scorrere le immagini mentre leggo un libro ma in questo caso io ero dentro al libro.
Ho potuto avvertire tutto con una chiarezza incredibile.
Così mi sono trasformata in Anna, la nonna della famiglia, grande lavoratrice e molto devota.
Così come in Silvia, la figlia di Anna, fragile e arrabbiata con il mondo intero, lei che ha buttato la sua vita troppo presto.
E infine nella piccola Bibi, 9 anni ma incredibilmente saggia, con la sua purezza e il mondo visto ancora a colori.
Non come un fiore secco, ciò che sono diventate Anna e Silvia, ciò che sicuramente diverrà anche Bibi.
Carmen racconta dal punto di vista di queste tre generazioni una storia intrisa di dolore e odio, di sentimenti taciuti e di vite buttate.
Racconta ciò che spesso è troppo scomodo raccontare, ciò che difficilmente viene detto.
Lasciando uno spazio per la speranza, la purezza, la protezione e l’amore.
In un arco di tempo che va dal 1998 al 2018, troviamo nella seconda parte Bibi cresciuta che si è ritrovata faccia a faccia con la durà realtà.
Da quando ho iniziato leggendo la premessa, non ho potuto smettere sino alla fine del libro.
Quali sono gli ingredienti per fare di un libro un capolavoro? Io forse non so dare una risposta adeguata, senza dubbio citerei il trasmettere emozioni e il saper raccontare una storia in maniera unica.
Senza dubbio questo libro lo è.
Ci sono storie che sono indimenticabili, che ti entrano sottopelle, che ritrovi dovunque… come il fiore del cappero che cresce dove vuole, fregandosene dell’opinione altrui e restando lì, bello e forte.
Ci sono storie che vanno lette, vissute e che ci lasciano dentro qualcosa per sempre.
Per questo vi chiedo una cosa, leggete La danza dei fiori secchi.
Concludo dicendo che Amicolibro non si smentisce mai con le sue pubblicazioni.
Un grazie dal profondo del cuore a Carmen, meravigliosa donna, che rimarrà davvero eterna grazie alla sua arte e alla sua forza.


40833675_10217144665477663_9054122695867760640_n


Per chi è della zona ricordo inoltre che sabato 9 settembre alle ore 19.00 presso il Lazzaretto di Cagliari, si terrà la presentazione del libro.

4 thoughts on “Recensione “La danza dei fiori secchi” di Carmen Salis

Add yours

  1. Oh cielo, grazie infinite per questo articolo e per questo libro che sembra incarnare l’amore perfetto che si tramanda da madre a figlia, come il nostro vita mia, complimenti. Ti amoooooooo immensamente 💖💖💖💖💖

    1. In realtà di amore materno perfetto materno non se ne troverà molto in questo libro, incarna le imperfezioni dei rapporti ma lo fa in una maniera incredibile, dando uno spaccato di realtà indimenticabile.

      Noi siamo un’altra storia ^_^ grazie mamma, per tutto… sempre <3

Rispondi

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: