#Dalibroafilm2: “Death note”

Cari giornalini vi chiedo scusa in anticipo per due cose.
La prima è che oggi avrei dovuto scrivere la recensione di un libro appena concluso, arriverà nei prossimi giorni prometto.
La seconda è per quanto state per leggere.
In questo caso è più giusto dire #damangaafilm ma visto che di manga si parlerà molto sul sito, questo articolo rimane in tema.
Devo fare una premessa essenziale: io sono un’accanita fan da sempre del manga ideato e scritto da Tsugumi Ōba e illustrato da Takeshi Obata, nonché dell’anime.
Ho evitato come la peste questa trasposizione cinematografica fatta da Netflix visto le recensioni negative ma stasera (senza aver sbattuto la testa) ho pensato di provare a dargli una chance.
Era meglio sbattere la testa.
Sin dai primi secondi ho iniziato a inveire con parole che ahimé non posso scrivere qui sul sito.
Troviamo un “Light”, anche se mi fa ribrezzo anche solo paragonarlo, totalmente rimbambito e che sbava per la sua compagna Mia, ovvero Misa nell’anime.
Un Light che ogni minuto che passa diventa sempre più insulso e stupido.
Zero strategia e zero inganni, anche un bambino di tre anni avrebbe capito chi era Kira!
Per tutto il film non fa altro che scappare e avere momenti di simil redenzione se non fosse per Mia che praticamente comanda tutta la situazione tenendolo al guinzaglio come un cagnolino.
C’è qualcosa che non torna, vi pare?
Ovviamente c’è anche L, il re della calma del manga qui lo ritroviamo a sbattere oggetti ogni due secondi e a comportarsi come se avesse crisi di nervi.
Un totale e terribile snaturamento di uno dei manga più belli mai creati.
Un Ryuk cattivissimo, personaggi senza il minimo spessore e una serie di cliché a dir poco ORRIBILI!
Devono proprio averci messo tutto l’impegno del mondo per girare una così immensa schifezza, non mi spiego altro.
Hanno avuto anche l’ardire di scrivere nei titoli di coda che è basato sul manga, rido per non piangere.
Nella colonna sonora del film troviamo anche canzoni del tipo “Take my breath away” e “The power of love”. Avete letto bene. Canzoni meravigliose per carità… ma cosa centrano con Death note??? Immaginatelo vi prego. Uno scempio.
E rullo di tamburi (tenetevi forte) nell’armadietto scolastico non solo troviamo una foto della coppia tanto innamorata ma la scritta “NORMAL PEOPLE SCARE ME” presa direttamente da American Horror Story! Ma quanto sfigato può essere? American horror story è una delle mie serie preferite MA perché inserirla così a casaccio?!
Ma come se non bastasse, c’è addirittura un ballo della scuola! W l’America e i suoi cliché! No ribadisco, si sono impegnati davvero per fare un prodotto terribile e assolutamente non sense, talmente distante da qualsiasi cosa che possa essere Death note!
A un certo punto pare di essere in un drama romance, con Light innamorato perso (??) e Mia che nonostante lo ami, lo usa per avere il quaderno.
E non manca il momento struggente alla morte di Mia.
Io sono sconcertata. Ho gli occhi che mi stanno sanguinando.
Credo di non aver mai visto in vita mia un tale scempio.
E credetemi, sono una tipa molto tollerante.
Ma mille volte no, no e poi no!
Solo una persona che non sa minimamente dell’esistenza del manga e dell’anime potrebbe FORSE trovare guardabile una cosa del genere.
Nessun senso davvero, unica cosa tollerabili sono le scene splatter e ho detto tutto.
Kira è solo un burattino nelle mani di Ryuk e Mia, non c’è traccia dell’arguzia del vero Light.
Le regole del Death Note sono allo sbaraglio, così come l’intera trama senza senso.
Incoerente dall’inizio alla fine, con pezzi che rasentano l’assurdità… altro che Dio di un nuovo mondo!
Parti intere senza senso! Viene detta una cosa e due minuti dopo viene fatto l’esatto opposto. O la nuova regola del poter bruciare una pagina di Death Note… mi domando seriamente perché non l’abbia bruciata subito e come ha fatto a diventare Light addirittura padrone del vento!
Confessioni sin da subito sia con L che con Mia, una perfetta sconosciuta che l’aveva attratto. Ma ci sei o ci fai?
E il finale con un punto di domanda ridicolo, quasi una commedia.
In poche parole FA SCHIFO, è osceno.
Come rovinare una grande opera in un’ora e mezza.
Potevano seriamente rispiarmarsi i soldi del budget per qualsiasi altra cosa piuttosto che creare un “film” (ci vuole coraggio a chiamarlo così) tale.
Vi giuro che mi sono di non poco trattenuta in questa specie di recensione ma sentivo davvero il bisogno di sfogare la mia frustrazione.
Auguro a voi di non imbattervi mai in questo prodotto Netflix (e io amo Netflix follemente), si è toccato proprio il fondo.
Ho scritto tutto ciò a caldo e mi rendo conto di essere stata impietosa ma non potevo fare altro.
Davvero pessimo.

Vi chiedo di nuovo scusa per questa recensione/sfogo e vi do appuntamento al prossimo articolo che sarà sicuramente la recensione del libro che ho terminato oggi, tutta un’altra storia, per fortuna.

3 thoughts on “#Dalibroafilm2: “Death note”

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  1. Ciao Carissima, io purtroppo non ho letto il Manga, ma ho visto l’Anima, e mi è piaciuto. Non ho avuto modo di vedere suddetto film.. farò in modo di vederlo per capire… e grazie per il tuo articolo. Un abbraccio.

  2. Amo moltissimo Death Note e dopo l’anime vorrei riuscire a recuperare il manga, ma questo no.
    Non ho visto il film per intero ma solo qualche clip e quello mi è bastato: ci vuole davvero talento per rovinare un’opera come Death Note per trasformarla in una storiella “romantica” e insulsa da quattro soldi. Poteva uscire un capolavoro ma hanno preferito fare schifo.

  3. Condivido ogni tua singola parola, hanno preso Death Note e l’hanno trasformato nella barzelletta di se stesso. Orribile, solo orribile.
    Kira/Light da genio del male quasi perfetto è diventato Kira sgamatosubito Light, un fifone con i colpi di sole, L un isterico capitan Ovvio, Ryuk da totalmente imparziale ha letteralmente perseguitato Light nel film e Misa è diventata una pazza omicida con evidenti perversioni sessuali.

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